A che età compare la BPCO?

A che età compare BPCO

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una patologia delle vie aeree caratterizzata da una loro riduzione di calibro con riduzione della quantità di aria in grado di entrare e, soprattutto, uscire dai polmoni.

Si caratterizza per la limitazione del flusso d’aria che interviene a causa di ostruzione dei bronchi su base infiammatoria e/o per rarefazione del polmone con evoluzione in enfisema.
L’aria si muove a fatica attraverso le vie aeree, perché queste sono parzialmente istruite, ed inoltre tendenzialmente ispessite, o sono più facilmente collassabili. Si presentano quindi i classici sintomi come mancanza di fiato (dispnea), tosse ed espettorazione.

La BPCO è una patologia cronica e progressiva: tende dunque a peggiorare nel tempo con conseguente peggioramento dei sintomi e della qualità di vita, soprattutto si è esposti in modo continuativo ai fattori di rischio della malattia: primo fra tutti il fumo di sigaretta.

Come ti accorgi di avere la BPCO?

Prima di tutto prestando attenzione alla comparsa di sintomi respiratori che persistono nel tempo: questo deve indurre a consultare il medico di fiducia e lo specialista Pneumologo per valutare gli accertamenti e giungere a una diagnosi.

Gli esami fondamentali di cui si avvale lo specialista sono: la spirometria, cioè un esame che consente di misurare in maniera non invasiva il volume d’aria che entra ed esce dal polmone durante gli atti del respiro. La misurazione non invasiva della saturazione di ossigeno ed eventualmente l’emogasanalisi, cioè un prelievo di sangue da una arteria del polso che fornisce la misurazione della quantità di ossigeno del sangue.

La valutazione specialistica può avvalersi anche di accertamenti radiologici quali la TC del torace e talvolta il test del cammino in 6 minuti (attraverso il quale si valuta la riduzione della saturazione di ossigeno durante una camminata a passo spedito).

Quando compare la patologia?

Non vi è un’età definita per la comparsa della BPCO. Vi concorrono, infatti, più fattori scatenanti, primo fra tutti il tabagismo che – si ricorda – consiste nell’uso abituale e prolungato di tabacco, correlato a un fenomeno di dipendenza, associato a un insieme di alterazioni organiche e funzionali, più o meno gravi a seconda della quantità complessiva di tabacco consumata.

Da tener presente che non esiste solo il rischio del fumo inalato direttamente dalla sigaretta, ma anche il rischio associato all’esposizione passiva al fumo. A rischio anche chi pratica lavori che implicano l’esposizione a sostanze inalatorie irritanti o tossiche senza dispositivi di protezione adeguati.

Talvolta la patologia può comparire per la presenza di una malattia genetica che si chiama deficit di alfa-1-antitripsina, determinata dalla carenza della proteina che protegge i polmoni da eccessivi fenomeni infiammatori lesivi. Ove questa è carente, il paziente rischia appunto di sviluppare infiammazioni, bronchite, enfisema, peggiorato da eventuale concomitante tabagismo attivo e passivo.

Guardiamo dunque le stime: i dati ci dicono che, nel mondo, gli individui affetti da BPCO sono poco meno del 5% – numero purtroppo in costante crescita, per l’aumento dell’abitudine al tabagismo da un lato e dell’inquinamento ambientale dall’altro. Essendo strettamente legata al fumo, la BPCO si presenta nella maggior parte dei casi in individui adulti e, appunto, fumatori. In Europa, ad esempio, dal 4 al 10% della popolazione soffre di tale patologia.

Tuttavia, studi mostrano come negli ultimi anni l’incidenza della malattia si sia modificata: ad oggi colpisce un numero maggiore di donne (imputabile al maggior numero di donne fumatrici), ed è divenuta una patologia che colpisce anche i più giovani. Circa il 10% delle persone fra i 20 e i 45 anni presenta una forma di BPCO lieve. Nella stessa fascia di età, poco meno del 4% è invece interessato da una forma di BPCO moderata. Va poi ricordato che è una patologia sottodiagnosticata: i casi reali sono probabilmente maggiori di quelli indicati dagli studi, e correttamente monitorati. 

Dott.ssa Giulia Verri – Pneumologa
Dirigente medico pneumologia Città della Salute e della Scienza Torino

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