Asma da stress

Asma da stress

L’asma è una malattia infiammatoria, su base immunologica e non infettiva, che interessa i bronchi.L’asma si può presentare a qualsiasi età può quindi colpire i bambini e le persone più anziane. È una malattia molto diffusa; in Italia si stima che circa il 4.5% della popolazione ne soffra – di questa percentuale, il 10% sarebbe interessato da una forma grave. Per molte persone, l’asma è una condizione che dura nel tempo, in particolare se si manifesta in età adulta.

Quali sono i suoi sintomi?

I principali sintomi respiratori ricorrenti sono: mancanza di respiro, tosse, respiro sibilante (wheezing, molto frequente nei bambini), cui si aggiunge talvolta un senso di costrizione al torace e sensazione di “fame d’aria” (ovvero dispnea). In condizioni normali l’aria è infatti libera di muoversi nei nostri polmoni attraverso le sue vie di conduzione che sono i bronchi. Questi sono simili a un albero con tanti rami: più piccoli man mano che si diramano, terminano con dei “piccoli palloncini”, detti alveoli polmonari. Le vie aeree servono a veicolare nei polmoni l’aria che respiriamo – che viene così condotta fino agli alveoli, dove avviene lo scambio tra l’ossigeno che inspiriamo e l’anidride carbonica che espiriamo.

Le vie aeree di un individuo in condizioni “normali” rimangono sempre ben aperte. Le persone che soffrono di asma presentano, invece, vie aeree che si chiudono in maniera eccessiva (iperreattività bronchiale) anche laddove non sarebbe necessario, cioè anche in assenza di stimoli lesivi. Tale chiusura inappropriata delle vie aeree è risolvibile, almeno nelle prime fasi della malattia; mentre una malattia prolungata nel tempo, e non ben curata, può portare a una chiusura persistente delle vie aeree (con sintomi cronici e via via peggiori).

L’asma bronchiale è infatti una malattia complessa, in cui giocano un ruolo importante fattori genetici e fattori ambientali. La gravità dei sintomi che si manifestano varia da persona a persona. Alcuni individui affetti da asma bronchiale presentano sintomi più persistenti, ma nella maggior parte dei casi l’asma può essere tenuta sotto controllo in maniera continuativa. Infatti, sebbene dall’asma non sia possibile guarire, un controllo ottimale della malattia è possibile e anzi permette al paziente una ottima qualità di vita.

Che cos’è l’asma da stress?

L’asma bronchiale si riconosce a partire dai meccanismi che scatenano il broncospasmo; non si parla solamente di iper reattività a sostanze irritanti, ma anche di dinamiche non direttamente fisiche, ma legate ad eventi emotivi o psichici. Entrambi questi scompensi, fisici e psichici, danno origine a crisi monitorabili, e documentabili attraverso esami che documentino l’ostruzione dei bronchi (la spirometria). Se certo è più semplice legare l’elemento scatenante quale l’allergene alla crisi, meno semplice è spiegare, o osservare con sicurezza, la correlazione fra attacco asmatico e forte evento emotivo, o stress.

C’è comunque largo accordo nel parlare di asma psicosomatica, o asma da stress. L’ansia, disturbo che interferisce con una vita quotidiana distesa e serena del paziente, può spesso favorire una crisi asmatica: eventi come l’attacco di panico o d’ansia possono infatti giocare un ruolo pesante sulla funzionalità polmonare, attivandosi in modo intenso e violento e “pesando” anzitutto sui bronchi.

Vi è anche la possibilità che si instauri una sorta di circolo vizioso tra attacco asmatico e ansia: la crisi d’asma scatenata dalla “normale” allergia o infiammazione all’agente patogeno e irritante può infatti provocare un disturbo nell’umore, generare preoccupazione e ansia, e circolarmente peggiorare l’attività respiratoria. Il paziente può infatti provare ansia per il proprio disturbo, per l’attacco improvviso e inaspettato, e veder compromessa ulteriormente la propria funzionalità delle vie aeree. In questo caso si parla di una relazione biunivoca tra disturbo asmatico e stress, e si parla dunque di asma psicosomatico.

Lo stress quotidiano, o lo stress dovuto a episodi emotivi particolarmente intensi, può rendere dunque ancor più difficoltosa la gestione dell’asma da parte del paziente che ne è affetto. La terapia del paziente deve dunque tener conto anche dell’aspetto emotivo-psichico: da un lato, si cercheranno di evitare attacchi di panico puntuali e intensi, dall’altro si cercherà di alleviare il disturbo emotivo causato dalla malattia respiratoria stessa. Un paziente sereno e disteso sarà infatti più abile nel trattare la propria patologia, e affrontare senza ulteriori problemi gli attacchi d’asma: un approccio globale, che tenga conto sia delle criticità fisiche che di quelle psichiche, non può quindi che essere d’aiuto.

Lo stress quotidiano, o lo stress dovuto a episodi emotivi particolarmente intensi, può rendere dunque ancor più difficoltosa la gestione dell’asma da parte del paziente che ne è affetto. La terapia del paziente deve dunque tener conto anche dell’aspetto emotivo-psichico: da un lato, si cercheranno di evitare attacchi di panico puntuali e intensi, dall’altro si cercherà di alleviare il disturbo emotivo causato dalla malattia respiratoria stessa. Un paziente sereno e disteso sarà infatti più abile nel trattare la propria patologia, e affrontare senza ulteriori problemi gli attacchi d’asma: un approccio globale, che tenga conto sia delle criticità fisiche che di quelle psichiche, non può quindi che essere d’aiuto.

Dott.ssa Giulia Verri – Pneumologa
Dirigente medico pneumologia Città della Salute e della Scienza Torino

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