Asma e alimentazione

Asma e alimentazione
Esiste una correlazione tra attacchi d’asma e alimentazione? Ci sono dei cibi da evitare o cibi che invece possono migliorare la condizione del paziente?

Fermo restante il fatto che l’individuo affetto da asma va seguito costantemente dal Medico Curante o dallo Specialista attenendosi alle sue prescrizioni, si possono comunque passare in rassegna alcuni alimenti o nutrienti in grado di alleviare le insorgenze dell’asma.  

L’asma è una malattia infiammatoria ed esistono tipi di cibi in grado di ridurre le risposte infiammatorie dell’organismo; allo stesso modo, ci sono cibi da evitare perché queste risposte infiammatorie tendono a favorirle o innescarle. I grassi saturi, ad esempio, possono aumentare l’infiammazione, mentre i grassi polinsaturi omega 3 possono invece provocare un’azione antinfiammatoria. 

Andrebbero dunque eliminati i formaggi e le carni grasse (dunque parliamo di formaggi stagionati, salumi e insaccati) e favoriti, invece, alimenti come carni bianche e soprattutto il pesce, ricco in omega 3. Da favorire poi sono anche gli oli vegetali, con cui condire e accompagnare i piatti: questi sono infatti ricchi di antiossidanti che diminuiscono l’insorgenza di infiammazioni e contengono, inoltre, grassi non saturi e fitosteroli. 

Quale alimentazione seguire, dunque in caso di asma?

Una dieta in grado di combattere l’asma (“anti-asma”) è anzitutto una dieta sana, su misura del paziente, con un conto calorie necessario per mantenere il peso forma o ridurlo in caso questo sia eccessivo (per non complicare ulteriormente le condizioni delle vie aeree). Ad un adeguato regime alimentare va affiancata una corretta attività fisica, qui può essere utile il parere di un Medico che prescriva esercizi e definisca assieme al paziente il “carico” di sforzo sopportabile. 

Andrebbero ovviamente evitati gli allergeni: se l’allergia agli alimenti tendenzialmente non si manifesta con sintomi respiratori, è tuttavia auspicabile evitare l’insorgenza di possibili complicanze, evitando di assumere alimenti cui si è allergici. C’è il caso, poi, che un paziente affetto da asma allergica subisca complicanze “simili” a quelle causate dal polline irritante, mangiando determinati alimenti vegetali (frutta o verdura cui il paziente risulta altrettanto sensibile, per via delle cosiddette reattività crociate fra vegetale e vegetale). 

È bene poi controllare con attenzione le etichette dei prodotti acquistati: molti di questi contengono i cosiddetti additivi ovvero sostanze utilizzate per produrre e soprattutto conservare più a lungo i cibi; molti di questi, però, possono favorire attacchi d’asma nel paziente, causando reazioni di iper-sensibilità e iper-reattività. Particolarmente rischiosi sono i solfiti, utilizzati per mantenere i cibi di bell’aspetto o ad esempio per sbiancare zucchero, vini e bevande alcoliche. 

Il diario alimentare

Abitudine salutare è quella di tenere un diario alimentare o di renderlo parte di un più generale diario della propria malattia e delle sue insorgenze. Altra buona abitudine sarebbe quella di aumentare il consumo di frutta e verdura e di diminuire quello di derivati animali. Andrebbero poi esclusi fattori di rischio estranei alla dieta ma legati fortemente al quotidiano stile di vita, come sedentarietà e soprattutto tabagismo (così come l’esposizione al fumo passivo). 

Dr. Marco Perruzza
Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio UOC Pneumologia P.O. Misericordia, Grosseto

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