Asma notturno: come mai?

Asma notturna
L’asma notturno non si differenzia qualitativamente dagli attacchi d’asma “normali”, pertanto non vi è una terapia specifica. Occorre tuttavia prevenire gli attacchi, con semplici accortezze.

Le crisi asmatiche

Le fasi acute sono dette “crisi asmatiche”: peggioramento improvviso dei sintomi e conseguenti difficoltà a livello respiratorio (per il restringimento delle vie aeree). In questi casi, infatti, si contraggono i muscoli che formano la parete bronchiale, si riduce lo spazio in cui l’aria può circolare e si riduce l’apporto d’aria. Si ha una forte infiammazione che si associa a produzione di muco denso che contribuisce all’ostruzione, aggravando la cosiddetta “fame d’aria”. 

Perché di notte?

Le crisi asmatiche si differenziano per l’intensità con cui intervengono: tendenzialmente, è più comune insorga un attacco lieve, i cui sintomi vanno migliorando con il trattamento prescritto dal Medico. Le vie respiratorie ritornano a piena e normale attività dopo qualche minuto o, al più, entro poche ore dopo la cura prevista; se gravi, durano invece per un lasso di tempo più lungo, determinando anche sintomi e manifestazioni più severe e richiedendo un’assistenza medica immediata. 

Esperienza comune è l’attacco d’asma notturno, ossia l’insorgenza dei sintomi (difficoltà respiratorie, tosse, oppressione toracica) durante le ore notturne o, al più, poco prima del mattino. Il paziente tendenzialmente si sveglia dal sonno percependo una pressione al petto o respiro sibilante o ancora forte tosse (tendenzialmente secca). Alla suddetta sintomatologia si aggiunge generalmente lo stato d’ansia, correlato alla manifestazione notturna, che non fa che aggravare lo stato psicofisico dell’individuo. 

Sono numerosi i tentativi di spiegare la ricorrenza notturna degli attacchi e fra questi il principale è il seguente: Il sistema nervoso è articolato in svariati sottosistemi, fra cui il Sistema Nervoso Simpatico (SNS) e il Sistema Nervoso Parasimpatico (SNP) che svolgono effetti antagonisti. Il SNS governa la veglia e altre funzioni, mentre il SNPgoverna la quiete e raggiunge il livello massimo mentre si dorme. Il Sistema Simpatico tende a broncodilatare, mentre il Sistema Parasimpatico tende a broncocostringere. Questa situazione fisiologica, in soggetti predisposti può accentuarsi sfociando in situazioni patologiche. E quindi ecco che il soggetto asmatico, che presenta una patologica tendenza alla broncocostrizione, potrà avere crisi asmatiche severe soprattutto nelle ore notturne, allorquando prevale il tono parasimpatico. Questo è il fattore più importante alla base della ricorrenza notturna degli attacchi, ma esistono anche altri fattori:  

  • una maggiore sensibilità nel sonno agli allergeni (perché a monte vi è una maggiore esposizione dovuta a camera non arieggiata, presenza di polveri e acari nella stanza da letto, ecc.)
  • la posizione supina che rischia di aumentare la sensazione d’oppressione toracica e impedire un corretto flusso dell’aria nelle vie respiratorie  
  • il raffreddamento generale della temperatura e l’aumento di umidità nell’aria, con le conseguenti negative ripercussioni sulle vie aeree  

A questi si aggiungono i mutamenti ormonali che si verificano tra notte e giorno e la possibile presenza dell’aria condizionata: anche questa è un possibile pericolo per l’innesco di attacchi asmatici dal momento che tende a raffreddare non solo l’aria ma anche le vie respiratorie che perdono di conseguenza la loro umidità. 

Come prevenire l’asma notturno

L’asma notturno non si differenzia qualitativamente dagli attacchi d’asma “normali”, pertanto non vi è una terapia specifica. Occorre tuttavia prevenire gli attacchi, con semplici accortezze. Ricordiamo ad esempio la necessità, in caso di asma allergico, di prevenire l’esposizione agli allergeni (siano questi polveri, pelo animale, muffe) arieggiando in maniera adeguata gli ambienti domestici e la necessità di lavare con cura lenzuola e federe per eliminare acari ed elementi irritanti. Può essere poi utile avere a portata di mano un umidificatore per monitorare la qualità dell’aria

Il paziente asmatico va comunque sempre monitorato con costanza dal Medico Curante e/o dallo Specialista che prescriveranno le giuste indicazioni per prevenire, non ultimo, gli attacchi notturni. Ogni attacco d’asma è infatti tendenzialmente controllabile se si adotta la terapia opportuna (non solo farmacologica) così che al paziente non sia impedita una quotidianità ritmata da eventi “normali”, l’attività sportiva, un adeguato ritmo sonno-veglia, ecc. 

Dr. Marco Perruzza
Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio UOC Pneumologia P.O. Misericordia, Grosseto

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