BPCO, mare o montagna?

BPCO, mare o montagna?

La BPCO, ovvero la broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una patologia caratterizzata da un coinvolgimento patologico delle vie respiratorie (bronchi e bronchioli) che subiscono un processo patologico rappresentato dal restringimento cronico del lume. Esso conduce a una difficoltà nella respirazione più o meno marcata, a seconda della gravità e del grado di sviluppo del restringimento bronchiale.

I fattori di rischio della BPCO sono determinati dall’esposizione lavorativa a polveri nocive, sostanze chimiche irritanti, gas ed esposizione a fonti di inquinamento atmosferico. In tutto il mondo, tuttavia, la prima causa della BPCO è rappresentata dal tabagismo, ovvero dall’esposizione diretta al fumo di sigaretta, pipa e sigari.
Da tenere comunque presente che il fumo può essere attivo (di prima mano, cioè di chi fuma) o passivo (chi respira il fumo, ovvero di seconda mano).

La BPCO ha un altissimo tasso di incidenza nel mondo occidentale: in Europa interessa dal 4 al 10% della popolazione adulta. Bisogna poi ricordare che l’incidenza della patologia cresce parallelamente all’età, e il numero di individui che ne sono affetti va, negli ultimi anni, aumentando in modo piuttosto rapido, anche in funzione dell’invecchiamento della popolazione.

Uno dei motivi della sua frequenza è, forse, anche la peculiare caratteristica d’essere una patologia “ingannatrice”: agli inizi del suo sviluppo, i sintomi sono spesso lievi, pertanto la diagnosi giunge dopo molti anni, quando iniziano a comparire sintomi più debilitanti. 
C’è il rischio che la diagnosi si abbia quando la malattia è già in una fase avanzata, e dunque più difficile da curare. Esistono tuttavia anche nella fase iniziale delle avvisaglie cui è bene prestare attenzione: il più frequente sintomo è la tosse, e insieme alla tosse è presente la sensazione di affanno nello svolgere le attività quotidiane. 

Per La prevenzione della BPCO è fondamentale la sospensione del fumo di sigaretta e degli eventuali altri fattori di rischio che sono causa di irritazione delle vie aeree  che sono, come abbiamo già detto, sostanze nocive da esposizione  professionale, sostanze inquinanti. In presenza di sintomi respiratori è indispensabile una valutazione medica specialistica che consenta una diagnosi precoce.  
Una volta diagnosticata, per evitare il progressivo peggioramento della malattia e le sue è bene procedere con una terapia farmacologica specifica.  

Quale ambiente scegliere, dunque, in caso di BPCO? 

Se è vero che mare e montagna sono caratterizzati da un’aria di qualità migliore va ricordato che, nel caso di paziente affetto da BPCO, è consigliato evitare la permanenza in luoghi molto caldi. Sì quindi al mare evitando di esporsi alle alte temperature per non aggravare la patologia respiratoria stessa. Il caldo altera l’equilibrio tra paziente e ambiente, e determina in seguito alla sudorazione un maggiore rischio di disidratazione pertanto richiede adeguata idratazione.   

Il clima fresco della montagna può essere una valida alternativa: va ricordato che è bene evitare le escursioni termiche e, soprattutto, le altitudini particolarmente elevate, per evitare di esporsi a una quantità di ossigeno rarefatto nell’aria. Si ricorda che ad alta quota, l’ossigeno presente nell’aria è presente nella stessa percentuale di quella al livello del mare, cioè 20% (mentre il rimanente 80% è azoto). Cambia però la pressione parziale che si riduce notevolmente con l’aumentare della altitudine e diminuisce dunque la quantità di ossigeno per unità di volume. 

Dott.ssa Giulia Verri – Pneumologa
Dirigente medico pneumologia Città della Salute e della Scienza Torino

Potrebbe Interessarti anche:

BPCO, mare o montagna?

BPCO, mare o montagna?

La BPCO, ovvero la broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una patologia caratterizzata da un coinvolgimento patologico delle vie respiratorie (bronchi e bronchioli) che subiscono un processo

Leggi l'articolo