BPCO sintomi e cure

BPCO sintomi e cure

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica che colpisce le vie aeree. Questa patologia interessa in particolar modo (come si è visto nei dettagli forniti nella pagina “Cos’è la BPCO”), i soggetti fumatori attivi o passivi, o coloro che sono esposti cronicamente a sostanze nocive come, ad esempio, fumi e gas presenti in determinati luoghi di lavoro. Si tratta di una patologia cronica non reversibile. Tuttavia, è possibile rallentarne il decorso e mantenerne sotto controllo i sintomi attraverso una adeguata terapia e l’assunzione di un corretto stile di vita.

BPCO sintomi iniziali: come accorgersi della broncopneumopatia cronica ostruttiva 

sintomi principali della BPCO possono essere invalidanti, impattando negativamente sulla qualità della vita dei pazienti affetti.

Possono tipicamente presentarsi sia durante la veglia (sintomi diurni), sia durante il riposo (sintomi notturni) pregiudicando la qualità del sonno. Ne può conseguire, oltre alla sonnolenza, uno stato di fatica cronica e un deperimento fisico e psicologico.

sintomi più comuni della BPCO sono sostanzialmente tre:  

  1. Dispnea
  2. Tosse cronica
  3. Espettorato, una produzione cronica di catarro 


Cosa succede in caso di dispnea

La dispnea è la sensazione di respiro affannoso e può essere acuta o cronica.

Nel caso dei pazienti con diagnosi di BPCO, la dispnea è inizialmente “da sforzo”, ovvero compare prevalentemente in occasioni legate a particolari sforzi fisici.
Nelle fasi più avanzate della malattia, però, è un sintomo che può manifestarsi anche in condizioni di riposo muscolare.

Nei pazienti affetti da BPCO, i polmoni hanno perso la loro capacità di ritorno elastico e il paziente non riesce ad espirare in maniera fisiologica, ma deve farlo forzatamente. Questo contribuisce a generare la sensazione di affanno o della fame d’aria che, in alcuni casi, si accompagna a dolore al livello del torace.

Quando compare la tosse cronica come sintomo della BPCO

La sua natura cronica suggerisce il più delle volte una patologia di base di cui la tosse diventa una spia: va sottoposta all’esame di un medico per verificarne la causa scatenante e individuarne la corretta terapia.  

Nel caso di tosse cronica associata alla BPCO, spesso essa si presenta come tosse: 

  • persistente
  • produttiva in particolare nelle prime ore del mattino, subito dopo il risveglio 

Non sempre la tosse correlata alla BPCO è una tosse di tipo cronico, tuttavia, tende ad esserlo con il progredire e l’aggravarsi della patologia.  
Nel caso di riacutizzazioni o infezioni polmonari, l’espettorato “solito” del paziente può aumentare in quantità e assumere un colore che varia dal giallo chiaro al giallo-verdastro, spia di una proliferazione batterica nel muco. Può inoltre accadere che i soggetti affetti da BPCO emettano anche sangue con la tosse: ciò accade, di solito, a causa dell’infiammazione bronchiale, è bene escludere il sospetto di neoplasia polmonare.

Altri sintomi della BPCO

Un ulteriore sintomo della BPCO è la maggior facilità e frequenza con cui il soggetto contrae infezioni bronchiali, specialmente durante i mesi invernali.  
Oltre ai casi sopra citati, altri sintomi che spesso accompagnano alla BPCO sono, ad esempio:

  • Acidosi respiratoria: una condizione caratterizzata da aumento dell’acidità del sangue per eccesso di anidride carbonica. In forma acuta può causare cefalea, nausea, riduzione dello stato di coscienza fino al coma 
  • Astenia: senso di stanchezza, debolezza o mancanza di energia, che può comportare una riduzione delle capacità fisiche e mentali, una ridotta capacità di rispondere agli sforzi e una maggior facilità di affaticamento generale
  • Distensione delle vene del collo, la cui funzione è quella di convogliare il sangue dalla testa al cuore
  • Emoftoe: l’espulsione, con la tosse, di tracce di sangue misto a catarro. Queste piccole perdite ematiche provengono da gola, polmone o qualsiasi altro tratto delle vie respiratorie
  • Ipertrofia dei muscoli accessori della respirazione come conseguenza di un’alterazione della meccanica polmonare. Ciò comporta un maggiore consumo di ossigeno e un maggiore dispendio di energie, che soprattutto durante le riacutizzazioni, può diventare eccessivo
  • Gemiti espiratori: sono un segno caratterizzato da rumori respiratori sovrapposti al normale suono del respiro

BPCO cura: la scelta migliore è la prevenzione

Un aspetto da tenere in gran conto quando si parla di BPCO è che la malattia è spesso asintomatica per lunghi periodi o almeno nelle sue fasi di insorgenza, fino a che non si manifesta ad uno stadio già avanzato.  

Spesso un fumatore abituale che non si sottopone in via preventiva a uno screening con spirometria e visita pneumologica, può arrivare senza esserne consapevole a una condizione di insufficienza respiratoria cronica. Inoltre, tale soggetto può incontrare delle serie complicanze se la spirometria eseguita in ritardo, rispetto alla comparsa della BPCO, indica una riserva polmonare tanto ridotta da portare, in conseguenza, a problemi cardiologici correlati. 

Ecco il reale pericolo sotteso a questa patologia. Essa impiega molto tempo per diventare sintomatica, perché la riserva funzionale polmonare è enorme: può quindi accadere che ci vogliano anche trenta o quarant’anni prima che la patologia si manifesti.  

Un giovane fumatore può continuare a far uso di tabacco: al di là del piacere del gesto e/o della dipendenza, questi può non avvertire (ancora) alcun problema a livello fisico né a livello respiratorio. Con il passare degli anni, se ha perseverato in questa abitudine, è molto più probabile che sviluppi sintomi come la dispnea o altri sopra descritti.  

Prevenire è dunque la scelta migliore da fare per evitare di incorrere nell’insorgenza della broncopneumopatia cronica ostruttiva e di tutti i disagi che essa comporta.  

Condurre uno stile di vita sano e ridurre, o eliminare, i principali fattori di rischio (e, in particolare, l’abitudine al fumo del tabacco) è il provvedimento più efficace per ridurre al minimo il rischio di BPCO e la progressione della malattia. 

A cura della redazione

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