Come diagnosticare l’asma

Come diagnosticare asma - Prendiamo Fiato
Gli esami di cui parla l'articolo sono sufficienti a diagnosticare l'asma soprattutto nei soggetti giovani, nei non fumatori e nei pazienti che, tra i fattori scatenanti, lamentano la presenza di una componente allergica.

L’asma è una patologia cronica delle vie aeree caratterizzata dall’ostruzione, generalmente variabile nel tempo e reversibile, dei bronchi. L’asma causa l’infiammazione della mucosa che riveste i bronchi, la quale tende a espandersi e a provocare una maggior produzione di muco da parte delle ghiandole lì presenti. Nel frattempo, i muscoli che rivestono le pareti dei bronchi si contraggono. Ne consegue una riduzione delle dimensioni degli stessi e difficoltà nel passaggio dell’aria, principale sintomo della malattia. Scoprire come diagnosticare l’asma è molto importante ed utile per capire come muoversi se si manifestano sintomi che possono far pensare a questa patologia. 

Le cause scatenanti dell’asma 

La diagnosi di asma bronchiale necessita di una serie di approfondimenti a partire da un’accurata indagine sulla causa scatenante.  

Ogni ricerca viene eseguita partendo dall’anamnesi del paziente e dalla sua storia clinica. È infatti essenziale: 

  • capire se vi sono delle componenti genetiche e familiarità con uno o più componenti della famiglia a cui è già stato diagnosticato l’asma 
  • stabilire il corso e le modalità in cui si sono verificati i sintomi  

Esami obiettivo asma: il parere del medico

Qualora il medico dovesse sospettare la presenza di asma bronchiale ricorre in prima battuta ad un esame obiettivo, auscultando schiena e torace del paziente mentre è impegnato ad eseguire respiri profondi.  

Spesso, il primo step della diagnosi di asma dà esito negativo, poiché soltanto raramente l’iperventilazione causa tosse secca nei pazienti.  

Tuttavia, in presenza di asma moderata, grave o persistente, il medico può rilevare vibrazioni e sibili, soprattutto durante la fase di espirazione.  

Dopo aver effettuato un’attente anamnesi del paziente e proseguito con una precisa diagnosi clinica, il medico procederà con delle indagini strumentali capaci di accertare lo stato di asma del paziente.  

Diagnosi asma: gli strumenti che vengono utilizzati per accertare lo stato di asma bronchiale

Per effettuare una diagnosi di asma bronchiale esistono diversi test, tra cui innanzitutto la spirometria con il test di broncodilatazione farmacologica (o test di reversibilità). Questo test è in grado di individuare eventuali ostruzioni dei bronchi e un eventuale miglioramento dopo somministrazione per via inalatoria di un farmaco broncodilatatore delle vie aeree. 

Farmaco broncodilatatore vie aeree - Prendiamo Fiato

Qualora, al momento dell’esame spirometrico, la funzionalità respiratoria dovesse risultare nella norma, sarà opportuno ricorrere a un test di provocazione bronchiale aspecifica che permette di rilevare quella condizione di iperreattività bronchiale attraverso l’inalazione di dosi crescenti di particolari sostanze (es. metacolina).

Come si svolge la spirometria 

La spirometria semplice è un esame che generalmente prevede una durata di 10/20 minuti, tempo variabile secondo: 

  • il grado di collaborazione del paziente 
  • l’aggiunta o meno di ulteriori test ( es. test di broncodilatazione) 

Durante la procedura viene chiesto al paziente di respirare in un boccaglio monouso collegato ad uno Spirometro, dopo posizionamento di uno stringinaso. Grazie a questo strumento sarà posssibile eseguire una precisa curva flusso/volume. 

Il paziente, dopo adeguata spiegazione dell’esame, dovrà solo compiere alcuni atti di inspirazione ed espirazione guidato dall’operatore.

Se necessari e/o richiesti, oltre alla spirometria semplice è possibile eseguire test aggiuntivi: 

  • il test di broncodilatazione: utile a valutare la reversibilità della ostruzione che è stata riscontrata 
  • lo studio dei volumi polmonari statici e delle resistenze delle vie aeree attraverso tecnica pletismografica: per calcolare, in particolare, il volume residuo di aria che si trova nei polmoni, la capacità polmonare totale e le resistenze al passaggio dell’aria attraverso le vie aeree 
  • l’esame DLCO (diffusione alveolo/capillare): grazie ad esso, è possibile individuare un deficit nella capacità di trasferimento dell’ossigeno ai tessuti, generalmente legato proprio a patologie a livello respiratorio 

Come diagnosticare l’asma bronchiale allergica 

L’asma allergica è una patologia molto diffusa ed è per questo che si rende necessario eseguire determinate prove allergologiche quali test cutanei e/o la ricerca nel sangue periferico delle IgE (anticorpi responsabili della reazione allergica).  

Questa particolare malattia infiammatoria che colpisce l’apparato respiratorio viene scatenata dalla presenza di comuni allergeni:  

  • pollini 
  • muffe 
  • peli di gatto o cane 
  • acari della polvere 
test diagnostici asma - Prendiamo Fiato

Per stabilire e diagnosticare un asma bronchiale allergica, generalmente, vengono eseguiti: 

  • Prick test: test allergologici cutanei  
  • Prist Test: test che dosa le IgE totali presenti nel sangue del paziente  
  • Rast Test: test sierologico per la ricerca di IgE specifiche nei confronti dei vari allergeni ricercati 

Sono rari i casi in cui si rende necessario il ricorso ad ulteriori approfondimenti, tra cui specifici test di provocazione o prove di eliminazione, durante i quali il soggetto deve astenersi dal contatto con gli agenti che potrebbero rappresentare la causa scatenante della malattia. 

Altre indagini strumentali da eseguire per diagnosticare l’asma in un paziente  

Tra gli esami consigliati figura anche la radiografia del torace. Molti sono i medici che la prescrivono, non tanto per diagnosticare l’asma quanto, piuttosto, per escludere la presenza di altre patologie che posso essere la causa dei sintomi (es. BPCO, bronchiectasie, patologie infettive, ecc.). 

Monitoraggio del PEF: a cosa serve e in cosa consiste  

Questo esame è volto a misurare la velocità massima del flusso dell’aria che viene espirata dalle vie aeree in un’unica espirazione con il massimo della capacità e della forza del paziente.  

È un esame molto semplice da fare: il paziente effettua un’espirazione forzata dentro un apposito misuratore di picco di flusso (dispositivo portatile e dal costo contenuto). 

Il monitoraggio del PEF, se ben eseguito, permette di capire attraverso la variazione dei valori registrati la presenza di un eventuale peggioramento della funzionalità respiratoria. 

Proprio per la valutazione che permette di fare, questo monitoraggio viene utilizzato anche dopo aver diagnosticato lo stato di asma in un paziente, per capirne lo stato e tenerlo sotto controllo.  

Passi da seguire per diagnosticare l’asma 

Riassumendo quanto sopra descritto, di seguito i test diagnostici più frequentemente utilizzati nel sospetto di asma:  

  • spirometria con test di broncodilatazione farmacologica, onde individuare eventuali ostruzioni delle vie aeree 
  • test di provocazione bronchiale aspecifico 
  • monitoraggio del PEF (picco di flusso espiratorio) 
  • radiografia del torace, utile ad escludere altre patologie  
  • test allergici cutanei o del sangue, tesi a stabilire la presenza di anticorpi IgE 

Gli esami appena elencati sono sufficienti a diagnosticare l’asma soprattutto nei soggetti giovani, nei non fumatori e nei pazienti che, tra i fattori scatenanti, lamentano la presenza di una componente allergica.  

Nel caso di fumatori e pazienti anziani è possibile ricorrere ad ulteriori esami specifici, consigliati dallo Pneumologo in ambito specialistico. 

Dr. Marco Perruzza
Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio UOC Pneumologia P.O. Misericordia, Grosseto

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