Come prevenire l’asma

Come prevenire l'asma

L’asma è una patologia respiratoria, eterogenea, dovuta a un’infiammazione cronica delle vie aeree inferiori, caratterizzata dalla comparsa di sintomi quali il respiro sibilante, il fiato corto, la sensazione di oppressione toracica e la tosse, variabili nel tempo e come intensità, e associati a una limitazione variabile del flusso d’aria espiratorio. Si tratta di sintomi che possono interferire con la qualità di vita, specie con le attività quotidiane e le relazioni sociali.
L’asma è comunemente associato anche all’iperreattività bronchiale e, nella sua possibile progressione, la limitazione del flusso aereo, che caratterizza l’asma, può diventare fissa.

Il corretto inquadramento sia della patologia che dei possibili fattori scatenanti episodi di riacutizzazione asmatica costituisce il momento fondamentale per la gestione della malattia e per l’individuazione di trattamenti adeguati.

La prevenzione

L’educazione e la formazione sull’asma sono importanti strumenti per gestire e controllare la patologia in quanto i pazienti devono conoscere la malattia, devono saper impiegare correttamente gli inalatori e devono riconoscere le possibili esacerbazioni.
L’educazione può infatti migliorare l’aderenza alle raccomandazioni terapeutiche e coinvolgere il paziente nelle strategie di autogestione: il soggetto asmatico dovrebbe essere in grado di riconoscerne i sintomi, individuare ed eliminare i potenziali stimoli e trattare le esacerbazioni nelle loro primissime fasi attraverso un eventuale potenziamento della terapia.
I pazienti devono essere rassicurati sul fatto che, con un trattamento adeguato, i sintomi e le riacutizzazioni occasionali possono essere minimizzati e, per la maggioranza dei pazienti, ci si può attendere un normale stile di vita nonché una normale aspettativa di vita.

E raccomandata l’adozione di strategie non farmacologiche che possano migliorare il controllo dei sintomi e ridurre il rischio di esacerbazione. Fra gli approcci non farmacologici da tenere a mente si ricorda:

  • l’astensione dal fumo attivo e, possibilmente, dal fumo passivo
  • il praticare una regolare attività fisica
  • l’evitare le esposizioni occupazionali di fattori noti per indurre l’asma professionale
  • il cercare di prevenire le situazioni in cui si può venire in contatto con gli allergeni come quelli – in primo luogo – dispersi nell’aria (aeroallergeni) che si trovano sia all’esterno come i pollini che nell’ambiente domestico, come gli acari della polvere
  • prestare attenzione anche nei confronti dei potenziali allergeni alimentari
  • tener conto dei vari fattori inquinanti e delle condizioni climatiche estreme
  • fare attenzione a certi farmaci che possono interferire in modo negativo con la malattia asmatica
  • seguire una dieta salutare con adeguato controllo del peso corporeo
  • praticare esercizi respiratori
  • evitare lo stress emotivo.

Dal punto di vista clinico sarà altrettanto importante definire adeguatamente la comorbilità dell’asma, quali rinite, rinosinusite, reflusso gastroesofageo, obesità, apnee ostruttive del sonno, depressione e ansia, in quanto queste condizioni possono contribuire allo sviluppo dei sintomi respiratori e alla scarsa qualità di vita e, talvolta, peggiorare il controllo dell’asma.

L’asma è generalmente ritenuta una patologia eterogenea la cui insorgenza e persistenza sono guidate da interazioni gene-ambiente. Le più importanti di queste relazioni possono avvenire nelle prime fasi di vita e addirittura già in utero. Esiste infatti una finestra temporale durante la gravidanza e nelle prime fasi di crescita nella quale i fattori ambientali, sia biologici che sociologici, possono influenzare lo sviluppo dell’asma. I dati a supporto del ruolo dei fattori di rischio ambientali per lo sviluppo dell’asma includono: la dieta della madre e il tipo di allattamento del bambino, allergeni (sia inalanti che alimentari), inquinanti (in particolare il fumo di tabacco), microbi, farmaci assunti durante la gravidanza, peso durante la gravidanza e fattori psicologici.

Dott.ssa Annalisa Frizzelli
Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio in servizio come libero professionista U.O. Clinica Pneumologica Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

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