Cos’è la dispnea?

Dispnea - cosa è

Il termine dispnea deriva dal greco “dispnoia” ovvero fame d’aria e viene comunemente usato per indicare una mancanza di respiro.

Si può presentare in maniera improvvisa o insorgere lentamente; è una condizione oggettivabile, ovvero presenta dei segni caratteristici quali la polipnea, l’uso dei muscoli accessori del respiro; un occhio attento pertanto se ne accorge con facilità; è anche, tuttavia, una condizione soggettiva, infatti non tutti avvertono la mancanza di respiro allo stesso modo. Alcuni pazienti sono molto sensibili e la avvertono per minime alterazioni del respiro, altri invece lo sono meno sia per una minore sensibilità sia per un meccanismo di adattamento e non se ne rendono conto sebbene sia ben evidente a chi osserva.

La dispnea è causata da una difficoltà nello scambio dei gas che si realizza tra il sangue presente nei capillari degli alveoli polmonari e i gas presenti negli alveoli polmonari (ossigeno).

Le cause di dispnea possono essere respiratorie, cardiache, vascolari ed ematiche.

Come detto prima la dispnea può insorgere lentamente, come ad esempio nelle malattie respiratorie quali asma, BPCO, fibrosi polmonare, nelle malattie cardiache come la cardiopatia ischemica o l’insufficienza cardiaca cronica, o nell’obesità. La dispnea può essere anche acuta; in questo caso è spesso segno di una patologia sottostante più grave quale una riacutizzazione di asma o BPCO, un’embolia polmonare, un edema polmonare acuto.

Quel che è certo è che la dispnea provoca una sensazione sgradevole e di malessere per chiunque la avverta. La dispnea è sostenuta da complessi meccanismi fisiopatologici. I normali meccanismi di compensazione di uno sforzo includono l’attivazione dei muscoli del respiro, muscoli intercostali e diaframmatici; nei pazienti affetti da BPCO o da patologie respiratorie, tuttavia, può essere presente una debolezza di questi muscoli, associata a seconda della patologia ad una rigidità del polmone e della gabbia toracica. Ecco perché un paziente affetto da BPCO va incontro facilmente a dispnea, tende a ridurre l’attività fisica come meccanismo di difesa e questo porta ad un ulteriore aumento della dispnea per decondizionamento muscolare.

A mano a mano che la gravità della patologia polmonare progredisce, la dispnea diventa più intensa, e si può associare anche ad una ipossiemia, ovvero ad una riduzione di ossigeno nel sangue. L’ipossiemia, a sua volta, stimola l’aumento della frequenza respiratoria, aggravando ancora di più la sensazione di mancanza di respiro; in questa situazione viene naturale pensare che vi sia anche uno stato di ansia che contribuisce ulteriormente ad aggravare la dispnea.

Dott.ssa Laura Mancino – Pneumologa
Dirigente medico presso UOC pneumologia ospedale dell Angelo – Mestre

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