FEV1 nella BPCO: cos’è e a cosa serve

VEMS nella BPCO

FEV1, ovvero Forced Expiratory Volume in the first second, è un parametro fondamentale della spirometria, che indica il volume di aria che viene espirata nel corso del primo secondo di massima espirazione. Il FEV1 è un importante indice di pervietà delle vie aeree.

La spirometria, ovvero la misurazione del respiro, è un esame della funzione respiratoria. Come abbiamo visto, è fondamentale per diagnosticare sia asma che BPCO.

FEV1 e BPCO

La diagnosi di BPCO si basa su anamnesi, sintomi, storia familiare del paziente e spirometria. La diagnosi si basa sull’individuazione di quelli che sono i sintomi caratteristici della BPCO: dispnea, tosse cronica ed espettorazione. Si cerca poi nella storia clinica del paziente uno o più fattori di rischio: tabagismo, esposizione a sostanze irritanti (anche professionali), predisposizione genetica. Fondamentale per la diagnosi è comunque l’esame spirometrico, esame non invasivo facilmente disponibile, più riproducibile e che rappresenta un’oggettiva misurazione di limitazione del flusso aereo.
In corso di patologie bronco polmonari ostruttive (BPCO e asma per esempio) infatti il valore assoluto del FEV1 si riduce ed esso è strettamente correlato con il grado di broncocostrizione, necessaria per la diagnosi e classificazione della BPCO.

FEV1 e spirometria

La spirometria è un esame non invasivo e facilmente disponibile che permette, valutando la presenza e il grado di ostruzione delle vie aeree, sia la diagnosi che la classificazione dello stadio della BPCO.
Come si effettua?
Al paziente è chiesto di soffiare entro un tubo collegato allo spirometro, che misura le curve del flusso e del volume del respiro.

La spirometria dovrebbe misurare il volume di aria espirata forzatamente a partire da un’inspirazione massimale (capacità vitale forzata, CVF), così come il volume d’aria espirato durante il primo secondo di questa manovra (volume espiratorio massimo nel primo secondo, FEV1). Il rapporto tra queste due misure (FEV1/CFV) si chiama Indice di Tiffeneau.

Viene considerato indicativo di un quadro clinico ostruttivo un rapporto pari o inferiore al 70%. La valutazione viene effettuata dopo 30 minuti dalla somministrazione di 400 microgrammi di sabutamolo per inalazione.
Se i risultati non migliorano e FEV1/CFV è inferiore al 70% sono indice di BPCO.
Se la FEV1 aumenta di 200ml o del 20% si parla di ostruzione reversibile.

Una volta diagnosticata la BPCO è necessario impostare una adeguata terapia che comincia dall’allontanamento dai fattori di rischio. Gli obiettivi della valutazione della BPCO sono:

  • determinare il livello di limitazione al flusso aereo
  • valutare l’impatto della malattia sullo stato di salute del paziente e il rischio di aggravamenti futuri (come riacutizzazioni, ricoveri ospedalieri o morte).
Dott.ssa Giulia Verri – Pneumologa
Dirigente medico pneumologia Città della Salute e della Scienza Torino

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